4. Villa Leumann: una storia lunga quasi 500 anni

Villa Leumann. Una storia lunga quasi 500 anni

di Valeria Calabrese

Nei primi documenti conservati, e siamo nel lontano 1558, l’area su cui sorge la villa era aperta campagna. Solo un secolo dopo i Rivajra edificarono su quelle terre una cascina non meglio identificata, che nel XVIII secolo i loro discendenti modificarono e ampliarono trasformando il nucleo abitativo in un casamento con corte, giardino, campo e bollengo (uno stagno). Ancora una destinazione agricola, quindi, però con innovazioni volute per rispondere a nuove esigenze, anche abitative. 

Sarà invece l’avvocato Giovanni Battista Burlotti che diversi decenni più tardi apportò la svolta radicale, trasformando la cascina rustica in villa padronale e conferendo quindi all’edificio l’aspetto di dimora di campagna secondo la moda imperante dell’epoca. 

Ma lo splendore della villa fu raggiunto con quel proprietario che legherà per sempre il suo nome a quelle mura: Carlo Giovanni Napoleone Leumann (1865-1927), un giovane industriale di origine elvetica arrivato in Italia nella seconda metà dell’Ottocento. Sarà lui, dopo averla acquistata nel 1885, ad affidare all’ingegner Pietro Fenoglio il compito di adeguare la villa allo stile del secolo (e del proprietario). L’edificio fu sopraelevato con la costruzione di un tetto “à la mansart” e di tre cupole realizzate con materiali leggeri e innovativi e con tetto di ardesia, che trasformarono una sobria villa settecentesca in un moderno edificio che univa agli elementi tipici del Liberty (dominante nel primo decennio del ‘900) alcuni tratti caratteristici delle architetture d’oltralpe. In facciata furono aggiunti simmetricamente due balconi loggiati e due terrazze sorrette da colonnine in ghisa, mentre lungo il lato posteriore fu costruita una torretta angolare ottagonale. In tal modo la villa di campagna assunse l’aspetto che presenta ancor oggi. All’interno furono restaurati lo scalone d’onore settecentesco ed entrambi gli atrii del piano terra e del primo piano, e furono rinnovati marmi e decori con arricchimento della decorazione muraria. Fu inoltre realizzata la cancellata esterna con elementi decorativi tipicamente Liberty e di impronta fenogliana, che fu però smantellata nel corso della Seconda guerra mondiale in obbedienza alla richiesta di donare “ferro alla patria”.

Ancora, lungo il lato a meridione fu realizzata una serra (annessa alla villa) per le piante esotiche e rare con funzione di giardino d’inverno che si addentrava all’interno dell’edificio con due locali a imitazione di grotta. 

Tuttavia, se Leumann ne mutò l’aspetto, fu il suo successore ad avere l’idea più ardita. Ermenegildo Massarini, e siamo nel 1946, pensò che Villa Leumann fosse adatta a ospitare un Casinò. Pianezza come Saint Vincent. 

Tuttavia, il progetto non andò in porto, così nel 1949 l’edificio fu rivenduto all’Istituto delle Povere Figlie di San Gaetano e fu utilizzato come casa di riposo per anziani fino al 1997, quando, a dicembre dello stesso anno, fu acquistata per volere del geometra Giovanni Soffietti, per molti anni sindaco, e restaurata dall’architetto Alessandro Girotto per diventare sede del comune di Pianezza (ma la decisione di acquistare e restaurare l’edificio per adibirlo a Municipio risaliva al 1991).

Villa Leumann - Comune di Pianezza Villa Leumann oggi sede del Municipio