{"id":2,"date":"2023-04-27T14:57:57","date_gmt":"2023-04-27T12:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/80.211.238.222\/wwwbassedora\/wppianezza\/?page_id=2"},"modified":"2023-07-29T10:42:14","modified_gmt":"2023-07-29T08:42:14","slug":"pagina-di-esempio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/80.211.238.222\/wwwbassedora\/wppianezza\/index.php\/pagina-di-esempio\/","title":{"rendered":"Archivio"},"content":{"rendered":"\n

INTRODUZIONE METODOLOGICA<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il riordino dell\u2019archivio storico del Comune di Pianezza risale al 1999.<\/p>\n\n\n\n

Il link per accedere alla banca dati \u00e8 qui:<\/p>\n\n\n\n

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archivio<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n

La schedatura delle carte ha riguardato circa 120 m. l. di materiale documentario per la maggior parte conservato in armadi metallici e condizionato in faldoni e per una parte minore accatastato in casse e non condizionato. Precisamente l\u2019archivio storico comunale consta di 4149 unit\u00e0 archivistiche, con estremi cronologici dal 1328 al 1960 (con documenti fino al 1991); vi sono inoltre diversi  archivi aggregati per ognuno dei quali \u00e8 stato redatto un inventario e sono i seguenti: Congregazione di Carit\u00e0 (121 unit\u00e0) anni 1719-1942, E.C.A (97 unit\u00e0) anni 1928-1979, Patronato Scolastico (10 unit\u00e0) anni 1910-1963, Asilo Infantile Comissetti (138 unit\u00e0) anni 1865-1988, Asilo Infantile Gariglietti (165 unit\u00e0) anni 1862-1989, Consorzio veterinario (19 unit\u00e0) anni 1892-1981, Consorzio scolastico (54 unit\u00e0) anni 1961-1991, Giudice Conciliatore (103 unit\u00e0) anni 1860-1996, ONMI (39 unit\u00e0) anni 1899-1978, Consorzio di Segreteria (8 unit\u00e0) anni 1980-1988, Consorzio del Canale dei Prati (270 unit\u00e0) anni 1800-1965. Per i due asili infantili e per il Canale dei Prati vi sono brevi note introduttive presenti in testa ai relativi inventari. Inoltre, \u00e8 stata schedata e inventariata (con inventario provvisorio) una parte del \u201cfondo Rapelli\u201d che consiste nell\u2019archivio di un professionista che oper\u00f2 a partire dalla fine dell\u2019Ottocento, Orazio Rapelli, il quale alla sua morte (avvenuta negli anni Settanta del Novecento), don\u00f2 le proprie carte e quelle del suo predecessore, Eugenio Chiaretta, al Comune di Pianezza. Queste carte non sono state conservate in modo ottimale, pertanto la maggior parte di esse necessita di un intervento di restauro. Per questo motivo solo quelle trovate in discreto stato di conservazione sono state inserite in un inventario provvisorio. A restauro avvenuto sar\u00e0 possibile portare a termine il lavoro. La parte riordinata consiste in 415 unit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n

Il materiale documentario dell\u2019archivio storico comunale presenta traccia di diversi rimaneggiamenti (almeno tre) avvenuti in epoche diverse. Il primo riordino \u00e8 del 1840: \u00e8 databile con certezza perch\u00e9 se ne conserva l\u2019inventario strutturato secondo il Regolamento del 1\u00b0 aprile 1838 (questa legge prevedeva che le carte fossero suddivise cronologicamente in tre serie). Di questo inventario (conservato nell\u2019Archivio comunale, fasc. 1573) \u00e8 stata fatta una ricostruzione virtuale delle carte che presentavano la segnatura originale allo scopo di conservare per quanto possibile quell\u2019antico ordinamento. La ricostruzione \u00e8 virtuale perch\u00e9 il materiale documentario non \u00e8 stato estrapolato dalla collocazione data nei successivi rimaneggiamenti concretizzatasi spesso in accorpamenti di fascicoli relativi a materie omogenee. Pertanto, attualmente alcune unit\u00e0 archivistiche comprendono carte che nell\u2019inventario del 1840 costituivano singole unit\u00e0. Tale ricostruzione \u00e8 posta in appendice e presenta nella prima colonna il numero che era stato attribuito nel 1840, una breve descrizione dell\u2019oggetto, la data, e il numero di fascicolo attuale posto tra parentesi. <\/p>\n\n\n\n

Il secondo intervento di riordino \u00e8 avvenuto nel 1931, dal 30 marzo al 30 aprile, ad opera dell\u2019archivista Leonida Capelli di Trofarello (presumibilmente funzionario della Prefettura). Non \u00e8 stato ritrovato l\u2019inventario relativo a questo intervento, per\u00f2 \u00e8 stato possibile riconoscere sui fascicoli la divisione in 15 Categorie e relative Classi. <\/p>\n\n\n\n

Il riordino pi\u00f9 recente risale agli anni Settanta; anche in questo caso non si \u00e8 trovato l\u2019inventario, ma sono evidenti gli spostamenti di carte e il cambiamento di classificazione. Sono stati accorpati pi\u00f9 fascicoli in uno e altri sono stati smembrati, ma soprattutto non \u00e8 stato possibile ricostruire la logica sottesa a tale riordino perch\u00e9 sono stati riscontrati errori nell\u2019attribuzione delle unit\u00e0 archivistiche alla struttura presente. A seguito di tale lavoro tutti i faldoni furono numerati sul dorso con numerazione a catena.<\/p>\n\n\n\n

Tra tutti questi rimaneggiamenti si \u00e8 scelto di attenersi a quello avvenuto negli anni Trenta, perch\u00e9 quello maggiormente ricostruibile. Tale riordino \u00e8 stato eseguito secondo un\u2019errata interpretazione della circolare del 1897 cio\u00e8 inserendo nelle 15 categorie e nelle relative classi anche le carte anteriori al 1897 e le serie tipologiche. Si \u00e8 mantenuta questa struttura, ma per conservare tale sistemazione sono state operate alcune scelte: si \u00e8 scelto di raggruppare le serie tipologiche sotto dei titoli che riconducono alle materie delle rispettive categorie; gli atti di lite sono stati lasciati nelle categorie in cui sono stati trovati (la parte pi\u00f9 cospicua riflettente le liti della comunit\u00e0 nella categoria I, classe 9; quelli riguardanti i beni comunali nella categoria V, classe 1; quelli concernenti il culto nella VII, classe 6); la documentazione attinente gli ospedali e le terme si trova nella categoria II (dove \u00e8 stata trovata); le leggi, gli editti e i manifesti costituiscono un\u2019unica serie in ordine cronologico; i ruoli delle imposte che non erano conservati negli esercizi finanziari sono stati mantenuti a parte secondo l\u2019assetto che gli era stato dato. <\/p>\n\n\n\n

La prima fase di lavoro \u00e8 consistita nella schedatura dei documenti d\u2019archivio e al termine di questa si \u00e8 proceduto al riordino e all\u2019inventariazione. Il materiale \u00e8 stato schedato seguendo l\u2019ordine fisico di ritrovamento delle carte e la schedatura \u00e8 avvenuta inserendo i fascicoli in un database<\/em> la cui scheda \u00e8 costituita da diversi campi: archivio, serie, numero progressivo del fascicolo, oggetto, estremi cronologici, note. La seconda fase di intervento \u00e8 stata il riordino vero e proprio: si \u00e8 data la struttura finale all\u2019archivio (nel rispetto del criterio storico-sistematico). Su ciascun fascicolo \u00e8 stata posta un’etichetta che riporta il numero di ogni singola unit\u00e0, nonch\u00e9 la categoria o la serie a cui questa si riferisce. I fascicoli cos\u00ec numerati sono stati inseriti nei faldoni. Su ogni faldone \u00e8 stata apposta l\u2019etichetta con il nome dell\u2019archivio, la categoria o la serie e i numeri dei fascicoli in esso inseriti (la numerazione di corda \u00e8 progressiva e chiusa). La terza e ultima fase \u00e8 data dalla redazione dell\u2019inventario. <\/p>\n\n\n\n

L’inventario segnala, per ogni unit\u00e0 archivistica, il numero del fascicolo, il titolo della categoria o della serie, della sottoserie, una breve descrizione dell\u2019oggetto dell\u2019unit\u00e0 archivistica e gli estremi cronologici. <\/p>\n\n\n\n

Esso \u00e8 diviso in diverse sezioni: le serie, il carteggio e le pratiche nelle 15 categorie, gli archivi aggregati, la ricostruzione virtuale dell\u2019inventario del 1840. Ogni categoria \u00e8 preceduta da alcune note introduttive. <\/p>\n\n\n\n

Si \u00e8 visto che l\u2019archivio comprende numerosi aggregati. Per il riordino di questi archivi si \u00e8 cercato di ricostruire la loro struttura originaria. Questo perch\u00e9 durante il riordino degli anni Trenta anche gli aggregati erano stati inseriti nelle 15 categorie (ogni aggregato era inserito nella categoria corrispondente; ad es. gli enti di beneficenza nella II, il consorzio veterinario nella IV, il patronato scolastico nella IX), ma cos\u00ec si era perso il loro carattere intrinseco. Per quanto concerne la Bealera dei Prati si segnala che le carte antecedenti l\u2019Ottocento sono inserite nell\u2019archivio comunale, in quanto il Consorzio (e di conseguenza l\u2019archivio aggregato) nasce nel 1829.<\/p>\n\n\n\n

Ogni archivio aggregato ha numerazione propria ed \u00e8 stato organizzato in serie riflettenti le diverse funzioni svolte dall\u2019ente medesimo.<\/p>\n\n\n\n

Si sottolinea che l\u2019archivio del Giudice Conciliatore dovr\u00e0 essere versato in Archivio di Stato in quanto si tratta di carte prodotte da un Ufficio dello Stato.<\/p>\n\n\n\n

Attualmente il database \u00e8 stato riversato sul software Collective Access e su Memora, nuova piattaforma dei beni culturali di Regione Piemonte.<\/p>\n\n\n\n

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